L’inizio di un lungo viaggio

Durante lo sviluppo di Ambar ci siamo spesso fermati a riflettere.

Riflettere sui panorami che proietta il gioco di ruolo nel mondo del web.
Riflettere sugli stereotipi negativi a esso associati.
Riflettere sugli effettivi problemi che allontanano l’utenza dai tanti prodotti gdristici che hanno attraversato l’internet dalla fine degli anni Novanta…

…e riflettere – con piglio critico e analitico – sulla piattaforma che avremmo poi creato alla luce di quanto emerso.

~ Not all those who wander are lost ~

Tuffarci nel nostro immaginario di elucubrazioni, tuttavia, non è abbastanza quando dobbiamo interfacciarci con il mondo. Le esperienze di tre menti con storie diverse possono essere una buona materia prima, ma restano pur sempre una goccia in un mare di dadi e parole. La chiave per realizzare un prodotto che funzioni – e piaccia – sta anche nell’individuare e conoscere il suo opposto. Cioè capire cosa non sta funzionando e adoperarsi per strutturare delle soluzioni congrue in fase di progettazione.

Ma veniamo al dunque.
Siamo partiti preparando un sondaggio per voi (che potete ancora compilare a questo link, qualora non l’aveste già fatto) e abbiamo raccolto dati molto interessanti, incrociati grazie alle decine e decine di feedback ricevuti.

In sintesi, le “cause di abbandono” più lamentate sono state tre:

  • La cattiva gestione di una piattaforma, reale o percepita che fosse;
  • Il graduale deteriorarsi dell’ambiente di gioco;
  • La mancanza di tempo e la lunghezza delle role, entrambe “nemiche” dei ritmi frenetici della quotidianità.

Niente di nuovo sotto al sole, direte.
Ma trarre conclusioni in maniera costruttiva è davvero così semplice?

Probabilmente no.

~ Roleplaying is a very confusing thing ~

Il mondo dei GDR testuali è un groviglio di storie. Storie di personaggi, sì, ma anche di giocatori. Ciascuno con il proprio stile e il proprio capitale letterario e culturale. Un’orda disordinata di menti creative e insoddisfatte che vorrebbero far volare in libertà le proprie idee.

C’è chi proviene da un tavolo di Dungeons & Dragons o Pathfinder, chi dai prodotti delle opere multimediali interattive, spaziando dal genere action alla visual novel,
e c’è chi, semplicemente, ama scrivere e creare storie attraverso un forum, una chat, una mail, un feed di Facebook, un canale Discord, o un messaggio WhatsApp.

In un panorama così complesso, con al centro problemi evidenti e giocatori tanto diversi, com’è possibile mettersi in gioco senza fallire miseramente?

La risposta è molto semplice: è impossibile!
Almeno, non senza uscire dai sentieri tracciati e dal canone attuale.
Non senza rischiare, insomma.

Bisogna osare. Fallire. Imparare. Migliorare. Fallire meglio. E migliorare ancora. Il tutto accettando e ascoltando le critiche senza mai smettere di credere nel proprio progetto.

~ Homo Faber ipsius fortunae ~

Bene, e ora che siamo alla “casella uno”?
Semplicemente si parte, si fa ordine tra le idee, e si crea.
Si crea uno spazio che sappia venire incontro a chi ha poco tempo e che sappia accordare stili di gioco molto diversi tra loro senza rovinare la bellezza e l’unicità di ogni penna.

La certezza che portiamo sempre in tasca è che proporremo tante dinamiche nuove. Molte già strutturate e in stesura. Alcune prese dai nostri videogiochi preferiti, altre da una sessione di D&D con gli amici, e altre ancora rielaborate da gdr che abbiamo amato profondamente e, a un certo punto, salutato.

E il nostro augurio finale, alla luce di tutto questo, prende in prestito una parola giapponese: 百花繚乱 Hyakka Ryouran.

Possa la voglia di giocare sbocciare come centinaia di splendidi fiori.

E voi? Siete pronti a mettervi in gioco con noi?


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